Seminari

FORMATI E FATTORI – La vicenda delle Magnum, suggestione, scienza e il senso di una diversa evoluzione

14 Aprile 2023

ore 19.00

Quota di partecipazione:
in via di definizione

Posti limitati

È vero che nelle bottiglie più grandi, come la Magnum (1,5l) la Jeroboam (3l), il vino si affina meglio?

I “vetri” da tre quarti sognano di offrire al liquido l’ideale gradualità nel renderlo complesso, si cullano sul lavoro cesellato dell’equilibrio e dell’armonia. Al risveglio è tutto dimenticato? Probabile, tuttavia non è detto che la loro dimensione, all’apparenza costrittiva, obblighi sempre il vino a una trasformazione faticosa e quasi perentoria. I fattori sono molti, a cominciare dalla relazione tra luogo e vitigno, che offre sempre fisionomie e personalità differenti, per arrivare alle variegate forme delle bottiglie e ai sugheri che custodiscono ogni mutazione.

Proveremo tutto il possibile, esplorando l’essenza di liquidi appesi a un filo e la sostanza di prodotti dalla vigorosa e giovanile muscolarità. Tutti, in qualche modo e con ogni mezzo, proiettati nel tempo, quasi non dovessero finire mai. Degusteremo almeno otto vini.

Sandro Sangiorgi

Sandro Sangiorgi è nato a Friburgo, in Svizzera, il 31 ottobre 1962. A 16 anni frequenta il primo corso dell’Associazione Italiana Sommelier, diventandone professionista e istruttore nel 1981. Negli anni ottanta alterna il lavoro nel ristorante di famiglia alla conduzione radiofonica di trasmissioni musicali e di approfondimento enogastronomico; poi è anche cronista sportivo. Come sommelier, coglie alcuni successi in competizioni nazionali e internazionali. Nel 1986 fonda insieme ad altri l’associazione Arcigola, divenuta in seguito Movimento Slowfood; pochi mesi dopo è tra i primi collaboratori del Gambero Rosso. Nel 1987 contribuisce alla nascita della Guida ai vini d’Italia, alla quale lavora fino al 1999. Nel 1988 mette a punto con Egidio Fedele Dell’Oste il progetto didattico di Arcigola-Slowfood, di cui è responsabile dal 1991 al 2000. Nel 2000 fonda il progetto Porthos, curandone il periodico e l’attività didattica. È considerato il più autorevole insegnante di materie legate al vino e uno dei pochi critici realmente indipendenti.

Il fascino e l’intransigenza degli champagne dei vigneron

15 Aprile 2023

ore 12.00

Quota di partecipazione:
in via di definizione

Posti limitati

Un viaggio attraverso l’assaggio di sei champagne di piccoli e carismatici vignaioli, orientato alla conoscenza dei diversi territori di appartenenza e dei differenti stili champenoise.

Insieme godremo del fascino che gli champagne di grande livello portano con sé se interpretati con rigore e intransigenza.

Un seminario per chi cerca eleganza, personalità e stupore in un calice di champagne.

Monica Coluccia

Pugliese di nascita, romana di adozione e di formazione universitaria, crede che la sua Gaeta, dove è cresciuta, sia il centro del mondo. È Sommelier dal 2004, Master Sommelier del Vino dal 2007 e Sommelier dell’Olio. Ha collaborato per dieci anni alla realizzazione degli eventi del vino nella Capitale e alla redazione di riviste e guide di settore di diffusione nazionale (Duemilavini, Bibenda, AIS-Vitae, L’Espresso, Le Migliori 99 Maison di Champagne). Dal 2014 opera come professionista indipendente e presta l’esperienza acquisita alla comunicazione del vino in contesti professionali con seminari di degustazione in tutta Italia, potendo offrire una profonda conoscenza dei territori vitivinicoli italiani e internazionali. Laicamente curiosa di tutte le espressioni del vino, ne predilige tuttavia i valori di misura, classicità e attendibilità territoriale. Crede fermamente nel valore culturale del vino e della sua condivisione e scrive per gli appassionati su Vinotype Magazine. Dal 2020 approda su identitagolose.it per la guida Bollicine dal mondo.

TALENTO E MEMORIA – Il Lazio del vino

16 Aprile 2023

ore 11.00

Quota di partecipazione:
in via di definizione

Posti limitati

Pur vantando una storia ben più che bimillenaria di coltura e cultura della vite e del vino, una serie di territori dalla vocazione a dir poco evidente e una radicata identità come regione di origine di bianchi e rossi popolari, fedeli compagni di un ricettario generoso, il Lazio ha ancora molta strada da fare per acquisire fama e credibilità da grande “terroir” vinicolo.

Scegliendone con attenzione il meglio, spesso a merito di vignaioli assai giovani che stanno rapidamente “svecchiando” il panorama produttivo, è comunque già possibile rendersi pieno conto del talento di alcune sue aree, di straordinaria varietà ambientale, e della loro perfetta sinergia con alcune uve autoctone.

In questo seminario di due ore, condotto da un ulteriore “autoctono” quale Armando Castagno, scandaglieremo il Lazio e le sue principali aree viticole, dalla Tuscia viterbese alla costa tirrenica, dai Castelli Romani alle colline del sud regionale, non trascurando nemmeno le piccole, splendide isole; il tutto assaggiando, a testimonianza dell’assunto che lo vuole largamente sottovalutato, una batteria di bianchi, rosati e rossi di sorprendente, inattesa bellezza.

Armando Castagno

Nato a Roma nel 1969, laureato prima in Giurisprudenza e poi con lode in Studi Storico-Artistici alla Sapienza di Roma, ha scritto di sport dal 1986 al 2013 ed è nel mondo del vino da oltre vent’anni. Giornalista, scrittore, relatore e direttore di corsi di approfondimento sul vino, soprattutto francese, in tutta Italia per l’Associazione Italiana Sommelier, della cui delegazione di Milano è socio, è stato per undici anni referente regionale della guida associativa e ha pubblicato quasi quaranta ampie monografie sulla rivista sociale dal 2004 al 2015.
È professore a contratto presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove insegna Storia dell’Arte dei territori del vino e Geografia del Terroir.

Richiesta di partecipazione 

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Aderendo a più seminari si ha diritto:
SCONTO DI 10 € PER LA PARTECIPAZIONE A 2 SEMINARI
SCONTO DI 20 € PER LA PARTECIPAZIONE A 3 SEMINARI

L’organizzazione dei seminari è coordinata da Luca Iorio.